Marta Racconta


 Il progetto

Il Progetto MARTA Racconta. Storie virtuali di tesori nascosti è nato con l’obiettivo precipuo di rendere ‘accessibili’ e fruibili nel Museo Nazionale Archeologico di Taranto (MARTA), attraverso un’installazione di Realtà Virtuale, alcuni monumenti funerari ipogei della città antica. Per cogliere appieno la logica ispiratrice di questo progetto, occorre soffermarsi un momento sul sottotitolo, che mette in rilievo il forte nesso tra tecnologie di fruizione virtuale e Tesori Nascosti. Espressione, questa, con la quale ci si intende riferire a tutti quei contesti archeologici e monumentali della città antica, come gli ipogei funerari, di cui le indagini archeologiche, di carattere sistematico o occasionale, condotte a partire dalla fine dell’Ottocento, hanno consentito di recuperare e documentare gli aspetti architettonici e decorativi, e talora anche i materiali archeologici ad essi pertinenti. A fronte di questa abbondanza di dati archeologici, però, non sempre corrisponde una piena godibilità di tali beni da parte del pubblico, in quanto la loro fruizione in situ, cioè negli stessi contesti di rinvenimento, è spesso limitata o impedita del tutto per diverse ragioni.

   Dal momento che la documentazione e i materiali ad essi pertinenti sono conservati, e in parte almeno esposti, all’interno del Museo, si è pensato di fare ricorso alle tecnologie informatiche, e in particolare a quelle di ricostruzione in 3D, per offrire, all’interno del Museo stesso, un’opportunità di fruizione realistica ed innovativa dei contesti monumentali originari con i loro materiali, che permettesse di recuperarne e valorizzarne anche gli aspetti funzionali e socio-culturali.

  A tal fine è stato creato un sistema che permette di visitare in remoto monumenti rinterrati o inaccessibili, offrendo una fruizione integrata delle relative documentazioni storico-archeologiche ovunque conservate. La visita virtuale si basa sulle restituzioni 3D di alcune tombe a camera di età ellenistica, i cui corredi funerari sono conservati o esposti nel MARTA. Sono stati restituiti alla fruizione tre complessi monumentali della vasta necropoli tarantina che, sebbene ancora conservati in situ nel tessuto insediativo moderno, presentano serie difficoltà di accesso, in quanto raggiungibili solo attraverso proprietà private.

   I tre monumenti scelti sono stati le Tombe Gemine di via Sardegna, l’Ipogeo dei Festoni di via Crispi e l’Ipogeo delle Gorgoni di via Otranto. Le Tombe Gemine, rinvenute nel 1955 in occasione dei lavori di costruzione dell’Istituto “Maria Ausiliatrice”, rappresentano una delle prime manifestazione dell’uso della tomba a camera dipinta a Taranto nella seconda metà del IV sec. a.C. L’Ipogeo delle Gorgoni è stato scoperto fortuitamente nel 1997 ed è sepolto disotto del piano stradale in via Otranto. L’Ipogeo dei Festoni fu messa in luce nel 1919 in via Francesco Crispi in occasione dei lavori di edificazione di uno stabile al di sotto del quale è conservata. Le tre sepolture ipogee, inquadrabili fra la seconda metà del IV e la fine del II secolo a.C., sono molto interessanti sotto l’aspetto storico-archeologico poiché conservano ancora tracce cospicue dell’apparato pittorico e presentano caratteri architettonici e decorativi diversi fra loro, che richiamano i monumenti funerari greco-macedoni. A Taranto le tombe a camera esprimono la ricchezza e il prestigio delle ristrette élites cittadine. Il che assume una particolare valenza sul piano socio-culturale nella fase di progressivo inserimento della città entro l’orizzonte politico romano.

   Nella ricostruzione virtuale, il racconto relativo al singolo monumento è inteso come parte di un capitolo della storia della città, ma nello stesso tempo rappresenta una storia a sé stante. Ognuno dei tre racconti può essere ‘letto’, o meglio fruito, come un capitolo di un romanzo e nello stesso tempo come un racconto, una novella. In quest’ottica, il romanzo della storia virtuale della città antica di Taranto illustrato dal MARTA Racconta potrà arricchirsi di tanti altri capitoli, ed i racconti sui suoi monumenti sepolti potranno diventare innumerevoli.

  Se, com’è ovvio, nel Teatro Virtuale che abbiamo realizzato, la fruizione dei monumenti prescelti avviene per mezzo di immagini, va qui sottolineato con forza che tali immagini sono il frutto del lavoro scientifico, delle indagini di carattere archeologico, archeometrico e multimediale condotte nell’ambito del progetto. L’attività di ricerca multidisciplinare è stata realizzata nei laboratori del CNR-IBAM di Lecce, con la messa in campo di una molteplicità di competenze grazie alla partecipazione sinergica di archeologici, architetti, chimici, geologi, informatici.  I risultati di tali indagini sono stati raccolti e pubblicati in questo volume che costituisce, accanto al Teatro Virtuale, un altro significativo frutto del progetto MARTA Racconta.

   Dal punto di vista tecnologico, per il Teatro Virtuale, è stata sviluppata una piattaforma di fruizione real time 3D stereoscopica, implementata da un sistema di navigazione con “interfaccia naturale”, vale a dire senza l’utilizzo di sistemi di puntamento tradizionali. Attraverso questa tecnologia è stato possibile attivare un percorso di conoscenza integrata di contenuti eterogenei, permettendo così la fruizione di dati storico-archeologici, archeometrici e spaziali, in un ambiente di navigazione in cui è possibile interagire con le strutture tridimensionali e ricevere informazioni sulla documentazione archeologica disponibile.

Dal punto di vista comunicativo invece, la narrazione è affidata ad un filmato stereoscopico nel quale partendo dalla fondazione della città greca di Taranto, il racconto si sviluppa su due livelli: il primo, di ordine generale, mira a illustrare per grandi linee il quadro storico e culturale di fondo, e in particolare alcuni aspetti del rituale funerario e delle credenze escatologiche dei Greci. Il secondo livello è costituto dalla narrazione della storia dei tre contesti monumentali prescelti, preceduta da alcune notizie sulla necropoli tarantina. L’intero percorso di fruizione virtuale è accessibile presso il MARTA.


Galleria


Video


Riconoscimenti

MARTA tells – Best Video Award – 3° VIDEO CONTEST CHNT 20 – Conference of Cultural Heritage and New Technologies, November 2nd to 4th, 2015 – Vienna, Austria.


Bibliografia

– Francesco  GABELLONE, Maria Teresa GIANNOTTA, Ivan FERRARI, Antonietta DELL’AGLIO, Marta Racconta. A project for the virtual enjoyment of inaccessible monuments, in: Proceedings of the 18th International Conference on Cultural Heritage and New Technologies 2013 (CHNT 18, 2013), pp. 111-114, Vienna 2014. ISBN 978-3-200-03676-5.

– Francesco GABELLONE, Maria Teresa GIANNOTTA, Antonietta DELL’AGLIO (a cura di), Fruizione di contesti archeologici inaccessibili. Il progetto MARTA Racconta, Lecce 2014. ISBN 978-8-8981-7576-5.

– Francesco GABELLONE, Ivan FERRARI, Maria Teresa GIANNOTTA, La valorizzazione di contesti inaccessibili nella necropoli greca di Taranto: un modello di fruizione multimodale basato su interfacce naturali, in: Arkos. Scienza, restauro, valorizzazione, Quinta serie n. 7/8 luglio-dicembre 2014, pp. 15-22, Milano 2014. ISSN 1974-7950.


Attività e Tecnologie impiegate

Ricerca bibliografica e d’archivio, rilievo diretto e indiretto tramite laser scanner, riprese fotografiche e video, riprese aeree con drone, studio ed interpretazione dati archeologici, point cloud matching and meshing, hand-made 3D modeling, image-based modeling, camera mapping, procedural texturing, photo texturing, matte painting, rotoscoping, rigging, character animation, lighting scene setup, storytelling, animazioni, visual effects, regia, editing e compositing video.

Share on FacebookEmail this to someoneShare on Google+Tweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn