Terme di Diocleziano (2018)

 

Il progetto

Il 5G, cioè la reti di quinta generazione, arriveranno ufficialmente a partire dal 2020 e permetteranno di collegare milioni di dispositivi in tutto il mondo ad alta velocità e con bassa latenza, permettendo la realizzazione di progetti avanzati nei settori delle smarttechnologies, l’internet of things, le smart city e le smart home di nuova generazione. L’utilizzo di questa nuova connessione ad alta velocità coinvolgerà positivamente, nel prossimo futuro, anche la fruizione dei beni culturali, proponendosi di offrire nuove e più potenti soluzioni, soprattutto nell’ambito della visualizzazione VR/AR immersiva. Con queste premesse nasce un progetto promosso da Ericsson, Fastweb, Comune di Roma e Museo delle Terme di Diocleziano che, con il supporto scientifico dell’IBAM CNR, si propone di virtualizzare alcuni spazi delle Terme di Diocleziano attraverso soluzioni innovative, immersive, emozionali e persuasive. La soluzione si basa su pano e video VR, cioè panorami sferici a 360° che permettano la visione stereoscopica e, soprattutto, l’animazione della scena, aumentando in tal modo il “senso di presenza” dell’osservatore e l’immersività nello spazio antico, popolato di vita, con figure umane ed elementi che accrescano la spazialità della ricostruzione (senso di scala, presenza, verosimiglianza). La virtualizzazione riguarda gli spazi connessi alla palestra: il portico scoperto, gli ambienti laterali e l’Aula Ottagona, trasformata nel 1928 in un Planetario, di cui si conserva intatta una straordinaria cupola ad ombrello. La ricostruzione si sviluppa a partire dagli studi di Edmond Jean-BaptistePaulin (1848-1915) un pensionnaire della Scuola di Francia a Roma che nel 1880 pubblica uno studio approfondito sulle terme di Diocleziano, con rilievi, proposte di restauro ed una ricostruzione molto dettagliata. Dal punto di vista metodologico, gli spazi ricostruiti in 3D associano la visione romantica di Paulin ad una “ricostruzione tipologica” in cui ogni informazione frammentaria e lacunosa viene continuamente soppesate sul piano tecnologico-funzionale e storico-estetico, nel tentativo di trovare una soluzione ricostruttiva plausibile. Malgrado le tante lacune informative, soprattutto sull’apparato decorativo, la restituzione 3D ci ripropone la monumentalità degli spazi antichi, con i tappeti musivi ricostruiti sulla base dei resti conservati ed una articolazione compositiva strettamente connessa alla logica costruttiva peculiare delle terme romane.


 

Galleria

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Video


Bibliografia


Attività e Tecnologie impiegate

Ricerca bibliografica e d’archivio, rilievo diretto e indiretto, studio ed interpretazione dati archeologici,  hand-made 3D modeling, image-based modeling, procedural texturing, photo texturing, matte painting, rotoscoping, lighting scene setup, editing e compositing video.